Ogni prodotto è soggetto a modifica delle caratteristiche chimico-fisiche:
Modificazioni chimiche: l’ossidazione e la fermentazione possono deteriorare il cibo. L’ossidazione distrugge le vitamine A e C.
Calore: carne, pesce, pollame, alcuni frutti e verdure, latte non pastorizzato e molti altri prodotti possono diventare immangiabili in meno di un girono, a temperatura ambiente.
Freddo: “danni da freddo” o “scottature da freezer” possono distruggere parte dei nutrienti. Cosi come succede per ripetuti congelamenti e scongelamenti.
Luce: può accelerare la distruzione dei nutrienti specialmente la riboflavina, la vitamina A e la vit. C oltre all’ossidazione dei grassi.
Irradiazione: questa tecnica uccide i microrganismi, può inattivare gli enzimi che si trovano naturalmente nel cibo.

Umidità: lo stoccaggio in luoghi umidi può causare la distruzione dei nutrienti.
Enzimi naturali del cibo: la stessa reazione enzimatica che provoca la maturazione di frutta e verdura continua fino al completo deterioramento, nominato marcescenza.
Microrganismi: batteri e fermentazione riducono il valore nutrizionale del cibo.
Macrorganismi: insetti, parassiti e roditori possono distruggere irrimediabilmente il cibo.
Stress fisico: la preparazione del cibo può comprendere una serie di lavorazioni quali, pelatura, taglio, tritatura ecc. che contribuiscono a ridurre il contenuto in nutrienti.
Tempo: mais e piselli arrivano a perdere più del 50% dei loro valori nutrizionali solamente a poche ore dalla raccolta.
È quanto mai chiaro che la surgelazione, oppure l’essicazione per i cereali entro poco tempo dalla raccolta ha la finalità di conservare il maggior contenuto di nutrienti.
La maturazione viene scelta anche e sempre più spesso per aspetti commerciali.
In alcuni casi si ricorre a tecnologie particolari per abbreviare il periodo intercorrente tra maturazione di raccolta e quella di consumo (maturazione accelerata). Per i frutti destinati alla lunga conservazione (es. le mele) spesso si ricorre alla prematurazione o ingiallimento, cioè i frutti vengono messi in cella di conservazione, vengono fatto sostare all’aria in modo da raggiungere la giusta tonalità del colore specifico e verificare l’insorgenza di alterazioni. Molto spesso i prodotti vengono raccolti prima di esser maturi. La conseguenza è che non hanno la possibilità di sviluppare il loro corredo nutrizionale di alta qualità, che invece si riesce ad ottenere quando viene lasciato maturare sulla pianta. Contribuiscono poi a limitare il valore nutrizionale anche l’inquinamento dell’aria e dell’acqua, lo smog, gli insetticidi, gli antiparassitari e gli erbicidi. Questi soggetti possono agire come antagonisti e privare frutta e verdure del loro valore nutrizionale.Trasporto e immagazzinamento: dopo la raccolta, i prodotti vengono immagazzinati nell’azienda e stoccati con un grado di umidità inferiore al 14% per ragioni di conservabilità, poi venduti a grossisti che li trattengono nei loro magazzini fino alla vendita. Durante il trasporto e l’immagazzinamento fattori come luce, temperatura, umidità e il tempo stesso agiscono diminuendo il valore nutrizionale.
Lavorazione: i vari metodi di lavorazione per semplificare lo stoccaggio, sbucciatura, sminuzzamento ecc. eliminano la densità e la diversità dei nutrienti contenuti negli alimenti.
Congelamento : i prodotti arrivano all’impianto di lavorazione, vengono conservati per parecchi giorni prima del congelamento, trattati con elementi chimici per ritardarne il deterioramento e per tenere lontani gli insetti. La perdita nutrizionale si ha proprio nella fase di preparazione perché subiscono una cottura per alcuni minuti, velocemente raffreddati e poi surgelati.
Inscatolamento: dopo la raccolta vengono immagazzinati, ammollati e lavati, selezionati e classificati per calibro, pelati e sbucciati, inscatolati, messi sotto vuoto, sigillati, raffreddati, etichettati-impacchettati e messi in magazzino. Spesso trattati con additivi per conservarne colore e consistenza. In più l’alto calore per l’inscatolamento causa ulteriori perdite di nutrienti.
Raffinazione: i cibi eccessivamente raffinati ed elaborati contengono quantitativi di elementi nutrizionali insufficienti. Paradossalmente, quelle sostanze perse durante la raffinazione sono usate spesso come alimento per gli animali da allevamento! Buona parte dei nutrienti dei cereali si trovano in quelle parti che vengono scartate, come la crusca.
Nel riso la gran parte degli elementi nutrizionali si trovano nella crusca, che viene eliminata nel processo di produzione del riso bianco (brillatura del riso). Il cuore del mais, chiamato germe è usato nella produzione dell’olio, solo quello che resta, finisce nelle farine che noi consumiamo. Ci si ritrova con un prodotto privato di circa il 70% di vitamine B ed E, unitamente ad importanti lipidi e fattori connessi.
Lo zucchero è un cibo molto energetico e nel suo stato grezzo ha anche un gran numero di vitamine e minerali. Nel corso della raffinazione questi elementi vengono eliminati come melassa grezza (un liquido denso di colorazione bruna, usata in alimentazione animale per la produzione mangimistica). Lo zucchero raffinato è al 100% carboidrati. Nella frutta e verdura, nel corso della lavorazione, i fitonutrienti più salutari vengano eliminati. Lo stesso vale anche per i carotenoidi, pigmenti utili a mantenere in salute il sistema immunitario e l’apparato circolatorio, vengono eliminati dagli oli vegetali per decolorarli. L’inscatolamento può eliminare la luteina, un fitonutriente presente negli spinaci e altre verdure a foglia verde importante per la salute degli occhi.
La cottura: l’ultimo passo nella preparazione di un cibo prima di raggiungere la vostra tavola è la cottura. Le vitamine (specialmente la B e la C), gli amminoacidi e la maggior parte degli enzimi possono essere distrutti dal calore, dall’ossidazione e da altre reazioni chimiche. La cottura di molti cibi in acqua provoca la dispersione di molte vitamine e minerali. Anche la cottura al vapore comporta perdite di nutrienti, anche se in misura minore.
Tratto da VitagelA cura del Dott. Agronomo Omar Cecconell